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  • THE NEW SEASON

    THE NEW SEASON

    Ci piace pensare alle proposte per la nuova stagione non come una collezione, ma piuttosto come l’insieme di sensazioni e suggestioni che ci hanno suscitato i tessuti incontrati negli scorsi mesi. Tessuti caldi, morbidi e spessi – come una coperta sulle ginocchia, la stufa accesa e la zuppa che cuoce.
    Abbiamo declinato queste suggestioni nei nostri modelli più amati e in alcune nuove proposte, come sempre ideate e prototipate nel nostro laboratorio sartoriale, poi realizzate utilizzando esclusivamente materiali tessili da economia circolare.

    Quando le prime foglie sono cadute dagli alberi e dagli armadi sono usciti soprabiti e giacche pesante, abbiamo portato i nostri accessori fuori, per fotografarli là dove ha senso che siano.
    Dopo gli shooting al Mercato Annonario (quando ancora c’erano i produttori locali…) e al Lido di Villa Olmo, abbiamo scelto come sfondo la zona di via Leoni e via Milano, con i suoi negozi, cortili e portoni, frequentati da clienti, passanti e abitanti.
    Dietro l’obiettivo c’era l’amico e fotografo Gin Angri, che ha saputo cogliere momenti che altrimenti avremmo perso, sfumature che non avremmo notato.

  • UN TOCCO DI MAGIA

    UN TOCCO DI MAGIA

    Li abbiamo conosciuti in momenti diversi e ugualmente cruciali per CouLture Migrante: momenti in cui sentivamo il bisogno di rimettere a fuoco gli obiettivi e individuare nuove strade.

    Loro sono Anna Provvidenza, manager del comparto tessile di Louis Vuitton, e Luca Viviani, manager director di Tessitura Attilio Imperiali.
    Dopo essersi fatti raccontare il nostro sogno – quello di offrire reali possibilità di inclusione sociale a persone migranti e a rischio di marginalità, a partire dal lavoro – hanno deciso di sognare insieme a noi, mettendo le proprie competenze professionali al servizio del progetto, con passione e a titolo volontario.
    Con Anna e Luca, CouLture Migrante si confronta con una visione di tipo imprenditoriale.

    Si tratta di una sfida grintosa, un dialogo avvincente alla ricerca di una “quarta via”, che ci consenta di coniugare i valori fondanti del progetto – l’attenzione per il sociale e per l’ambiente – con una pianificazione strategica volta a renderlo solido dal punto di vista gestionale e stabile da quello economico.
    Insomma: è quasi magia!

  • WANNABE ORLATRICE

    WANNABE ORLATRICE

    Otto donne siedono attorno al grande tavolo della sala polivalente. Hanno provenienze, età e storie differenti, ma condividono lo stesso desiderio: quello di acquisire nuove competenze professionali spendibili nel mondo del lavoro.
    Non poteva esserci inizio migliore per il nuovo corso di formazione per orlatrici, ideato e condotto dalla nostra sartoria sociale, organizzato in collaborazione con la sede di Como di IAL Lombardia (nell’ambito del programma GOL Lombardia) e con l’appoggio di alcune realtà aziendali del comparto tessile locale.

    Obiettivo del corso è l’apprendimento delle tecniche base di orlatura a mano – competenza rara e per questo molto richiesta sul mercato del lavoro. Sono previste 130 ore di lezione condotte da professionisti del settore, con un tirocinio finale presso aziende interessate ad inserire nel proprio organico figure con questa mansione specifica.

    “Il principio che guida il nostro operato è da sempre quello di sostenere le persone nell’inserimento in un mercato del lavoro sempre più complesso e mutevole – sostiene Paola Colombo, Direttrice della Sede di Como di IAL Lombardia – fornendo da un lato un servizio di accoglienza ed informazione personalizzata in base all’esigenza del singolo e dall’altro percorsi formativi mirati a diffondere delle competenze specifiche sempre più richieste dalle aziende del territorio”.

    Importante precisare come l’apprendimento di tecniche specifiche non sia l’unica finalità dei percorsi di formazione e inserimento lavorativo di CouLture Migrante. Alla base vi è sempre un’idea di accompagnamento e di cura per le persone che incontriamo, che spesso hanno bisogno anche di acquisire o affinare competenze di altro tipo, sociali e relazionali.
    Quando possibile e a seconda del caso si cerca di attivare progetti personalizzati, anche grazie all’appoggio dei servizi del territorio: colmare un deficit linguistico, ricostruire una rete sociale sul territorio, sviluppare un senso di appartenenza sono processi non scontati quando si proviene da contesti di fragilità, ma fondamentali per l’inclusione delle persone migranti nel suo complesso.

    “Sogniamo un contesto popolato da organizzazioni che abbiano come priorità la generazione di senso e di valore condiviso” conclude Chiara Gismondi, coordinatrice di CouLture Migrante. “Il Terzo Settore deve diventare il ponte tra le persone che vivono situazioni di fragilità – le quali, se accompagnate in modo adeguato, possono diventare risorsa – e le realtà aziendali: solo così, insieme, potremo affrontare le sfide di questo momento storico”.


    Il corso di formazione per l’apprendimento delle tecniche di orlatura a mano è ideato da CouLture Migrante e organizzato in collaborazione con la sede di Como di IAL Lombardia nell’ambito del Programma GOL Lombardia.
    Info e iscrizioni a questo link.

  • REGALI AZIENDALI

    REGALI AZIENDALI

    Abbiamo pensato ad una proposta dedicata alle aziende che desiderano regalare ai propri dipendenti, clienti e fornitori un prodotto “che vale”.

    Si compone di prodotti sartoriali unici, realizzati con tecniche artigianali e curati nel dettaglio.
    Non solo: è possibile scegliere di personalizzarli con il proprio logo, stampato sulla stoffa o impresso nella pelle. E poi, ovviamente, possiamo utilizzare i materiali tessili delle aziende, se ne dispongono – prediligendo le rimanenze e gli scarti di produzione, nella cui lavorazione il laboratorio di CouLture Migrante è specializzato!

    Dietro a questi regali aziendali c’è una storia di valore che merita di essere raccontata a chi li riceve.
    Per farlo, possiamo disegnare insieme un biglietto di auguri, un cartellino, un’etichetta che accompagni ogni prodotto e descriva l’impatto sociale e ambientale che ha generato.
    Non solo: questa iniziativa potrà anche essere inserita nel bilancio di sostenibilità delle aziende – sia per l’impatto sociale che per quello ambientale, nel caso in cui sia stato possibile recuperare scarti e rimanenze di produzione.

    Per info e ordini:
    Francesca Molteni
    375 5380499
    commerciale@coulturemigrante.it

  • YOUTHBANK for CM

    YOUTHBANK for CM

    Trovare ambassadors che rispecchino i valori del marchio. Organizzare un run show nei cortili su cui affaccia la sartoria sociale. Aprire un temporary shop durante la stagion estiva nel centro storico di Como – o meglio ancora su una barca!
    Sono solo alcune delle idee emerse dall’iniziativa “100 euros for change”, che ha coinvolto diverse associazioni ed enti del terzo settore del territorio comasco, tra cui anche CouLture Migrante.

    L’attività si è concentrata nello spazio di un pomeriggio, durante il quale abbiamo ospitato un gruppo di giovani di YouthBank International, provenienti da tutto il mondo e impegnati in attività di promozione e sviluppo di comunità. Abbiamo presentato loro CouLture Migrante, le nostre progettualità e alcune delle sfide che stiamo affrontando, lasciando poi spazio ad un brainstorming condiviso.
    Lo scopo era quello di suggerire possibili azioni di comunicazione e fundrasing da realizzare utilizzando una cifra simbolica di 100 euro – poi realmente devolutaci, sottoforma di donazione – che potessero avere un impatto significativo sull anostra realtà. Ne sono emerse idee e proposte originali e interessanti: food for thoughts!

    L’iniziativa si è iscritta all’interno della conferenza annuale di YouthBank International, tenutasi dal 9 all’11 settembre (per la prima volta in Italia) al Teatro Sociale di Como – tutto il senso è racchiuso nel totolo scelto, “FITO”, una parola sudafricana che significa “unire i pezzi per generare qualcosa di potente”.

    YouthBank è, letteralmente, la “banca dei giovani”: un’iniziativa internazionale che raduna ragazzi under 25 con lo scopo di ideare, sviluppare e sostenere progetti sociali all’interno delle proprie comunità di appartenenza.
    I gruppi di “youthbanker” presenti sul territorio comasco nascono dalla collaborazione tra Fondazione Comasca, Fondazione Paolo Fagetti onlus a Olgiate Comasco, Cooperativa Sociale Azalea onlus a Tremezzo, e Cooperativa Sociale Questa Generazione a Erba, Como e Cantù, che mettono a disposizione la loro professionalità e risorse per seguire i giovani in questo entusiasmante cammino.

  • NUOVI PERCORSI

    NUOVI PERCORSI

    Arriva e riparte con la corriera blu, che viaggia su e giù lungo le strade del Lago di Como.
    Sa già cucire: ha iniziato da sola, spinta dalla curiosità, poi ha fatto un corso insieme ad un operatore della comunità in cui vive. Sì, perché con Francesca ci apriamo all’accoglienza di altre fragilità e storie di vita, all’esplorazione di altri luoghi di frontiera.

    Francesca è precisa e appassionata, fa domande e cerca risposte accurate. Il suo primo ingresso nel laboratorio di sartoria risale al giugno scorso: la proposta, elaborata con il suo team di riferimento, è stata quella di sperimentarsi in un contesto lavorativo strutturato durante i mesi estivi.

    Abbiamo progettato per lei un percorso di affiancamento e formazione fatto di progetti sartoriali via via sempre più complessi e proiettati all’autonomia.

    Questa settimana ha consegnato il frutto del suo primo lavoro – 100 astucci commissionati dal LabOratorio dei Talenti – e ha iniziato ufficialmente il suo tirocinio. E noi non potremmo essere più felici di questo percorso, che segna un nuovo inizio per lei, ma anche per le nostre progettualità!


    Francesca ha concluso il suo tirocinio appena prima di Natale.
    Il suo ultimo giorno ha coinciso con la tradizionale panettonata e annessa consegna dei regali da parte di CouLture Migrante a dipendenti, tirocinanti, volontari, stakeholders, fornitori… – la lista si allunga ogni anno sempre di più, e questo ci fa capire quanto siamo ricchi in termini di relazioni!

    Lei è arrivata con un regalo per i suoi compagni e compagne di viaggio di questi mesi, accompagnato da un messaggio scritto su un cartoncino rosso da parte dell’equipe che ha pianificato questo percorso insieme a noi.
    Ci ha commossi, ma non ci ha sorpresi, perché lei è proprio così: generosa, di cuore, meravigliosa.
    Francesca, grazie per essere passata di qui, ti aspettiamo quando vuoi!

  • LA STORIA DI ZÉ

    LA STORIA DI ZÉ

    Zé compare in tutte le nostre foto, fin dall’inizio – fin da quando CouLture Migrante non esisteva ancora, fin da quel corso di formazione avviato al vecchio “Chiostrino” in centro a Como, da cui tutto è partito.
    Lui c’era già, con i suoi rasta lunghissimi, a volte sciolti e a volte intrecciati, e sapeva già cucire, perché in Gambia faceva il sarto. Lavorava con una macchina a pedali, di quelle che qui si trovano ai mercatini dell’antiquariato, ma sono ancora le più usate in tanti Paesi africani, e confezionava abiti con i tipici, coloratissimi tessuti “wax”. Poi ha lasciato tutto, ed è partito.

    Quando l’abbiamo conosciuto, Zé (che in realtà si chiama Chieck) abitava negli spazi che la Parrocchia di Rebbio destina all’accoglienza delle persone migranti, ed è stato proprio don Giusto Della Valle a proporgli di frequentare il nostro primo corso di sartoria.
    Non ci è voluto molto a capirlo: ha le mani d’oro. Insieme alla sua abilità e al desiderio di lavorare per riconquistare la propria indipendenza, sono emersi anche gli ostacoli che si frapponevano tra questo obiettivo e la sua condizione presente. Ostacoli che accomunano la maggior parte delle persone che abbandonano la propria casa alla ricerca di una vita migliore o di un futuro di pace: una lingua incomprensibile, usi e costumi sconosciuti, matasse di documenti da sbrogliare.

    CouLture Migrante nasce non solo per insegnare un mestiere, ma soprattutto per capacitare chi è straniero e proviene da contesti di fragilità ad abitare un nuovo contesto sociale, con dignità e consapevolezza. Ed è quello che abbiamo provato a fare, dal 2018 ad oggi, insieme a Zé.

    Dopo quel primo corso di formazione, grazie al sostegno di IAL Como, abbiamo avviato per lui un tirocinio di un anno durante il quale ha approfondito le tecniche del mestiere sartoriale e l’uso degli strumenti professionali. Contemporaneamente, ha iniziato a capire l’importanza di essere preciso nel lavoro e puntuale negli orari, ha acquisito nuove competenze linguistiche e relazionali – quelle soft skills fondamentali per inserirsi nel mondo del lavoro.
    Al termine del tirocinio gli abbiamo proposto un contratto part-time a tempo determinato, che punto dopo punto è diventato un full-time indeterminato.

    Mentre si articolava e consolidava un percorso lavorativo che l’ha portato, oggi, ad essere uno dei pilastri della sartoria, piano piano si stringevano altri nodi, incluso quello della casa. Dopo aver vissuto a Rebbio per un tempo piuttosto lungo, Zé ha sperimentato diverse soluzioni abitative, fino a quando si è deciso a cercare un posto solo per lui. L’ha trovato grazie ad un passaparola partito da noi e trasmesso da chi ha preso a cuore la sua storia.
    L’abbiamo accompagnato a vedere la casa e a firmare il contratto e il 1° maggio – non poteva esserci data più simbolica! – ha traslocato nella sua nuova casa.

    Durante tutti questi anni, poi, Zé ha dovuto districarsi tra le maglie della burocrazia, per riuscire a produrre e ad ottenere i documenti necessari a vivere sul suolo italiano. Pochi giorni fa si è stretto un altro nodo: a conclusione dell’ennesima commissione d’esame ha ottenuto, finalmente, il permesso di soggiorno a lungo termine.
    In laboratorio abbiamo fatto festa, a lui ma anche a tutti noi – perché questa conquista segna la chiusura di un cerchio con al centro Zé e tutto intorno un perimetro di colore giallo: “giallo CouLture Migrante”.

  • SI CHIUDE UN CORSO…

    SI CHIUDE UN CORSO…

    Si è conclusa la terza edizione del corso di sartoria, organizzato in collaborazione con IAL Como nell’ambito del bando GOL di Regione Lombardia, rivolto a persone inoccupate.
    Il percorso formativo ha offerto ai corsisti 130 ore tra lezioni teoriche e laboratori pratici, un modulo sicurezza di 8 ore e un’esperienza finale in azienda.

    Il corso di è svolto negli spazi di CouLture Migrante e le lezioni sono state curate dai formatori della sartoria sociale, anche con il coinvolgimento di professionisti esterni, provenienti dalle realtà aziendale del territorio, per quanto riguarda gli approfondimenti tematici.
    Il programma delle lezioni si è focalizzato sul’l’apprendimento delle conoscenze e delle teniche di base del mestiere sartoriale, a partire dallo studio dei materiali e degli strumenti (le stoffe e i filati, le macchine e gli accessori) fino ad arrivare alla realizzazione di cartamodelli e alla confezione di prodotti finiti.

    Al termine della formazione, i corsisti hanno messo in pratica le competenze apprese in una delle aziende del comparto tessile del territorio – nello specifico: il laboratorio di confezioni di Ostinelli Seta | Atelier Creattivo | Sartoria Dogan | Arpini Arredamenti.
    Il corso si è concluso con un pranzo in pieno stile CouLture Migrante, durante il quale abbiamo condiviso sogni e aspettative per il futuro. Perché, per ogni corso che si chiude, si aprono nuove prospettive di vita!

    P.S. Per CouLture Migrante, il tema della formazione non è solo centrale, ma fondante.
    La sartoria sociale è nata infatti da un corso che era stato organizzato dall’allora Artificio (oggi Luminanda) negli spazi dell’ex centro culturale Chiostrino di Como, rivolto a persone migranti che vivevano in condizioni di fragilità. Da questa formazione, intensiva e altamente qualificante, tenuta da un sarto in collaborazione con gli educatori/operatori, è nata quella che è oggi è l’equipe fissa di CouLture Migrante.

    All’interno del gruppo di lavoro c’è una persona che si occupa specificatamente delle attività di formazione, che sono condotte secondo diverse modalità, sia internamento – anche in collaborazione con altre realtà (come IAL Como) – che esternamente, presso aziende del territorio che si fanno carico della formazione di persone individuate dal progetto perché lavorino poi nel laboratorio di CouLture Migrante in “conto terzi” per quella stessa azienda.

  • #WeAreFashionRevolution

    #WeAreFashionRevolution

    “Il capo di abbigliamento più sostenibile è quello che hai già”: questa è una delle frasi-manifesto di Fashion Revolution, il movimento di attivismo nel campo della moda che coinvolge in tutto il mondo policy maker, brand, influencer e privati cittadini.
    Il movimento ha festeggiato i suoi primi 10 anni indicendo la Fashion Revolution Week 2024 – 10 giorni di iniziative in tutto il mondo.

    A Como, a raccogliere la proposta siamo stati noi di CouLture Migrante: con la preziosa collaborazione delle operatrici di Filodritto abbiamo aderito al “Mend in public day”, organizzando un laboratorio di rammendo creativo.

    Sabato 20 aprile, insieme a migliaia di persone in tutto il mondo, ci siamo ritrovati nei nostri spazi di via Prudenziana per dare vita ad un’azione creativa globale, con lo scopo di contrastare le logiche del fast fashion attraverso la pratica della riparazione e del riutilizzo.
    Ciascuno dei partecipanti ha portato con sé un capo di maglia danneggiato e l’ha riparato nel corso della mattinata con la guida delle operatrici di Filodritto, applicando le tecniche del rammendo creativo.

    Nel grande salone si respirava un’atmosfera speciale, di entusiasmo e collaborazione: un evento da replicare!

    P.S. Filodritto è il nuovo servizio di riparazione di capi di abbigliamento della Casa Circondariale “Il Bassone” di Como, guidati e formati da professionisti del settore della sartoria e del design. L’iniziativa è ideata e gestita dalla sartoria sociale comasca CouLture Migrante e rientra nel progetto LINK-ed-IN Tessere legami per favorire inclusione, realizzato nell’ambito delle iniziative promosse nel quadro della Politica di Coesione 2021-2027 ed in particolare del Programma Regionale cofinanziato dal Fondo Sociale Europeo Plus.

  • RAMMENDATI IN CARCERE

    RAMMENDATI IN CARCERE

    Ci abbiamo lavorato moltissimo negli ultimi mesi e finalmente è realtà: Filodritto è il nuovo servizio di riparazione di capi di abbigliamento aperto al pubblico che coinvolge gli uomini e le donne che vivono nella Casa Circondariale “Bassone” di Como, ideato e sviluppato da CouLture Migrante in collaborazione con professionisti del settore della sartoria e del design.

    Tutto è nato da un primo laboratorio di “visibile mending”, tenuto nel 2022 al “Bassone”, che aveva avuto un esito molto positivo, tanto da spingerci a proporre l’avvio di un servizio al pubblico. Ed è così che, lo scorso ottobre, sono partite le prime attività, finalizzate all’apprendimento delle diverse tecniche di “rammendo visibile”, che curano non solo l’aspetto funzionale, per cui un capo di abbigliamento torna ad essere ancora utilizzabile, ma anche la dimensione estetica e creativa.
    Ora, dopo mesi di lavoro con Rachel Dobson, la nostra designer tessile, le persone recluse che hanno aderito alla proposta sono pronte a prendere in consegna i vostri capi da rammendare!

    Le richieste di riparazione vengono raccolte tramite il form online presente sul sito web dedicato: dopo aver inserito i propri dati e i propri eventuali desiderata relativi al rammendo, è possibile scegliere se spedire il capo di abbigliamento oppure portarlo in uno dei sei punti di raccolta dislocati sul territorio, da Saronno fino a Menaggio, passando da Erba, Cantù, Lurate Caccivio e Como.
    Il capo passerà quindi nelle mani esperte degli uomini e delle donne della Casa Circondariale “Bassone”, che se ne prenderanno cura prima di restituirlo, come e meglio di prima, al proprietario.

    Gli abiti diventano così un filo che unisce il “fuori” e il “dentro”, che punto dopo punto crea nuove storie di valore – perché tutti gli strappi possono essere ricuciti, quelli della stoffa così come quelli della vita.

    I PUNTI DI RACCOLTA (ma puoi anche spedircelo!)

    COMO
    La Libreria del Ragionier Bianchi, Viale Lecco, 29 – Como

    SARONNO
    Bottega il Sandalo, Vicolo S.Marta, 9 – Saronno

    ERBA
    Libreria di Via Volta, Via Volta, 28 – Erba

    CANTÙ
    Bottega il Ponte, Via Carcano, 10 – Cantù

    MENAGGIO
    Bottega Piano Terra, Via Leoni, 5 – Menaggio

    LURATE CACCIVIO
    Biblioteca Comunale di Lurate Caccivio, Via A. Volta, 3 – Lurate Caccivio

    SPEDISCILO
    c/o CouLture Migrante, Via Prudenziana, 17 – Como

    P.S. Filodritto è un’iniziativa ideata e gestita dalla sartoria sociale comasca CouLture Migrante e rientra nel progetto LINK-ed-IN Tessere legami per favorire inclusione, realizzato nell’ambito delle iniziative promosse nel quadro della Politica di Coesione 2021-2027 ed in particolare del Programma Regionale cofinanziato dal Fondo Sociale Europeo Plus.