Categoria: CouLture Migrante

  • UN TOCCO DI MAGIA

    UN TOCCO DI MAGIA

    Li abbiamo conosciuti in momenti diversi e ugualmente cruciali per CouLture Migrante: momenti in cui sentivamo il bisogno di rimettere a fuoco gli obiettivi e individuare nuove strade.

    Loro sono Anna Provvidenza, manager del comparto tessile di Louis Vuitton, e Luca Viviani, manager director di Tessitura Attilio Imperiali.
    Dopo essersi fatti raccontare il nostro sogno – quello di offrire reali possibilità di inclusione sociale a persone migranti e a rischio di marginalità, a partire dal lavoro – hanno deciso di sognare insieme a noi, mettendo le proprie competenze professionali al servizio del progetto, con passione e a titolo volontario.
    Con Anna e Luca, CouLture Migrante si confronta con una visione di tipo imprenditoriale.

    Si tratta di una sfida grintosa, un dialogo avvincente alla ricerca di una “quarta via”, che ci consenta di coniugare i valori fondanti del progetto – l’attenzione per il sociale e per l’ambiente – con una pianificazione strategica volta a renderlo solido dal punto di vista gestionale e stabile da quello economico.
    Insomma: è quasi magia!

  • WANNABE ORLATRICE

    WANNABE ORLATRICE

    Otto donne siedono attorno al grande tavolo della sala polivalente. Hanno provenienze, età e storie differenti, ma condividono lo stesso desiderio: quello di acquisire nuove competenze professionali spendibili nel mondo del lavoro.
    Non poteva esserci inizio migliore per il nuovo corso di formazione per orlatrici, ideato e condotto dalla nostra sartoria sociale, organizzato in collaborazione con la sede di Como di IAL Lombardia (nell’ambito del programma GOL Lombardia) e con l’appoggio di alcune realtà aziendali del comparto tessile locale.

    Obiettivo del corso è l’apprendimento delle tecniche base di orlatura a mano – competenza rara e per questo molto richiesta sul mercato del lavoro. Sono previste 130 ore di lezione condotte da professionisti del settore, con un tirocinio finale presso aziende interessate ad inserire nel proprio organico figure con questa mansione specifica.

    “Il principio che guida il nostro operato è da sempre quello di sostenere le persone nell’inserimento in un mercato del lavoro sempre più complesso e mutevole – sostiene Paola Colombo, Direttrice della Sede di Como di IAL Lombardia – fornendo da un lato un servizio di accoglienza ed informazione personalizzata in base all’esigenza del singolo e dall’altro percorsi formativi mirati a diffondere delle competenze specifiche sempre più richieste dalle aziende del territorio”.

    Importante precisare come l’apprendimento di tecniche specifiche non sia l’unica finalità dei percorsi di formazione e inserimento lavorativo di CouLture Migrante. Alla base vi è sempre un’idea di accompagnamento e di cura per le persone che incontriamo, che spesso hanno bisogno anche di acquisire o affinare competenze di altro tipo, sociali e relazionali.
    Quando possibile e a seconda del caso si cerca di attivare progetti personalizzati, anche grazie all’appoggio dei servizi del territorio: colmare un deficit linguistico, ricostruire una rete sociale sul territorio, sviluppare un senso di appartenenza sono processi non scontati quando si proviene da contesti di fragilità, ma fondamentali per l’inclusione delle persone migranti nel suo complesso.

    “Sogniamo un contesto popolato da organizzazioni che abbiano come priorità la generazione di senso e di valore condiviso” conclude Chiara Gismondi, coordinatrice di CouLture Migrante. “Il Terzo Settore deve diventare il ponte tra le persone che vivono situazioni di fragilità – le quali, se accompagnate in modo adeguato, possono diventare risorsa – e le realtà aziendali: solo così, insieme, potremo affrontare le sfide di questo momento storico”.


    Il corso di formazione per l’apprendimento delle tecniche di orlatura a mano è ideato da CouLture Migrante e organizzato in collaborazione con la sede di Como di IAL Lombardia nell’ambito del Programma GOL Lombardia.
    Info e iscrizioni a questo link.

  • REGALI AZIENDALI

    REGALI AZIENDALI

    Abbiamo pensato ad una proposta dedicata alle aziende che desiderano regalare ai propri dipendenti, clienti e fornitori un prodotto “che vale”.

    Si compone di prodotti sartoriali unici, realizzati con tecniche artigianali e curati nel dettaglio.
    Non solo: è possibile scegliere di personalizzarli con il proprio logo, stampato sulla stoffa o impresso nella pelle. E poi, ovviamente, possiamo utilizzare i materiali tessili delle aziende, se ne dispongono – prediligendo le rimanenze e gli scarti di produzione, nella cui lavorazione il laboratorio di CouLture Migrante è specializzato!

    Dietro a questi regali aziendali c’è una storia di valore che merita di essere raccontata a chi li riceve.
    Per farlo, possiamo disegnare insieme un biglietto di auguri, un cartellino, un’etichetta che accompagni ogni prodotto e descriva l’impatto sociale e ambientale che ha generato.
    Non solo: questa iniziativa potrà anche essere inserita nel bilancio di sostenibilità delle aziende – sia per l’impatto sociale che per quello ambientale, nel caso in cui sia stato possibile recuperare scarti e rimanenze di produzione.

    Per info e ordini:
    Francesca Molteni
    375 5380499
    commerciale@coulturemigrante.it

  • YOUTHBANK for CM

    YOUTHBANK for CM

    Trovare ambassadors che rispecchino i valori del marchio. Organizzare un run show nei cortili su cui affaccia la sartoria sociale. Aprire un temporary shop durante la stagion estiva nel centro storico di Como – o meglio ancora su una barca!
    Sono solo alcune delle idee emerse dall’iniziativa “100 euros for change”, che ha coinvolto diverse associazioni ed enti del terzo settore del territorio comasco, tra cui anche CouLture Migrante.

    L’attività si è concentrata nello spazio di un pomeriggio, durante il quale abbiamo ospitato un gruppo di giovani di YouthBank International, provenienti da tutto il mondo e impegnati in attività di promozione e sviluppo di comunità. Abbiamo presentato loro CouLture Migrante, le nostre progettualità e alcune delle sfide che stiamo affrontando, lasciando poi spazio ad un brainstorming condiviso.
    Lo scopo era quello di suggerire possibili azioni di comunicazione e fundrasing da realizzare utilizzando una cifra simbolica di 100 euro – poi realmente devolutaci, sottoforma di donazione – che potessero avere un impatto significativo sull anostra realtà. Ne sono emerse idee e proposte originali e interessanti: food for thoughts!

    L’iniziativa si è iscritta all’interno della conferenza annuale di YouthBank International, tenutasi dal 9 all’11 settembre (per la prima volta in Italia) al Teatro Sociale di Como – tutto il senso è racchiuso nel totolo scelto, “FITO”, una parola sudafricana che significa “unire i pezzi per generare qualcosa di potente”.

    YouthBank è, letteralmente, la “banca dei giovani”: un’iniziativa internazionale che raduna ragazzi under 25 con lo scopo di ideare, sviluppare e sostenere progetti sociali all’interno delle proprie comunità di appartenenza.
    I gruppi di “youthbanker” presenti sul territorio comasco nascono dalla collaborazione tra Fondazione Comasca, Fondazione Paolo Fagetti onlus a Olgiate Comasco, Cooperativa Sociale Azalea onlus a Tremezzo, e Cooperativa Sociale Questa Generazione a Erba, Como e Cantù, che mettono a disposizione la loro professionalità e risorse per seguire i giovani in questo entusiasmante cammino.

  • NUOVI PERCORSI

    NUOVI PERCORSI

    Arriva e riparte con la corriera blu, che viaggia su e giù lungo le strade del Lago di Como.
    Sa già cucire: ha iniziato da sola, spinta dalla curiosità, poi ha fatto un corso insieme ad un operatore della comunità in cui vive. Sì, perché con Francesca ci apriamo all’accoglienza di altre fragilità e storie di vita, all’esplorazione di altri luoghi di frontiera.

    Francesca è precisa e appassionata, fa domande e cerca risposte accurate. Il suo primo ingresso nel laboratorio di sartoria risale al giugno scorso: la proposta, elaborata con il suo team di riferimento, è stata quella di sperimentarsi in un contesto lavorativo strutturato durante i mesi estivi.

    Abbiamo progettato per lei un percorso di affiancamento e formazione fatto di progetti sartoriali via via sempre più complessi e proiettati all’autonomia.

    Questa settimana ha consegnato il frutto del suo primo lavoro – 100 astucci commissionati dal LabOratorio dei Talenti – e ha iniziato ufficialmente il suo tirocinio. E noi non potremmo essere più felici di questo percorso, che segna un nuovo inizio per lei, ma anche per le nostre progettualità!


    Francesca ha concluso il suo tirocinio appena prima di Natale.
    Il suo ultimo giorno ha coinciso con la tradizionale panettonata e annessa consegna dei regali da parte di CouLture Migrante a dipendenti, tirocinanti, volontari, stakeholders, fornitori… – la lista si allunga ogni anno sempre di più, e questo ci fa capire quanto siamo ricchi in termini di relazioni!

    Lei è arrivata con un regalo per i suoi compagni e compagne di viaggio di questi mesi, accompagnato da un messaggio scritto su un cartoncino rosso da parte dell’equipe che ha pianificato questo percorso insieme a noi.
    Ci ha commossi, ma non ci ha sorpresi, perché lei è proprio così: generosa, di cuore, meravigliosa.
    Francesca, grazie per essere passata di qui, ti aspettiamo quando vuoi!

  • LA STORIA DI ZÉ

    LA STORIA DI ZÉ

    Zé compare in tutte le nostre foto, fin dall’inizio – fin da quando CouLture Migrante non esisteva ancora, fin da quel corso di formazione avviato al vecchio “Chiostrino” in centro a Como, da cui tutto è partito.
    Lui c’era già, con i suoi rasta lunghissimi, a volte sciolti e a volte intrecciati, e sapeva già cucire, perché in Gambia faceva il sarto. Lavorava con una macchina a pedali, di quelle che qui si trovano ai mercatini dell’antiquariato, ma sono ancora le più usate in tanti Paesi africani, e confezionava abiti con i tipici, coloratissimi tessuti “wax”. Poi ha lasciato tutto, ed è partito.

    Quando l’abbiamo conosciuto, Zé (che in realtà si chiama Chieck) abitava negli spazi che la Parrocchia di Rebbio destina all’accoglienza delle persone migranti, ed è stato proprio don Giusto Della Valle a proporgli di frequentare il nostro primo corso di sartoria.
    Non ci è voluto molto a capirlo: ha le mani d’oro. Insieme alla sua abilità e al desiderio di lavorare per riconquistare la propria indipendenza, sono emersi anche gli ostacoli che si frapponevano tra questo obiettivo e la sua condizione presente. Ostacoli che accomunano la maggior parte delle persone che abbandonano la propria casa alla ricerca di una vita migliore o di un futuro di pace: una lingua incomprensibile, usi e costumi sconosciuti, matasse di documenti da sbrogliare.

    CouLture Migrante nasce non solo per insegnare un mestiere, ma soprattutto per capacitare chi è straniero e proviene da contesti di fragilità ad abitare un nuovo contesto sociale, con dignità e consapevolezza. Ed è quello che abbiamo provato a fare, dal 2018 ad oggi, insieme a Zé.

    Dopo quel primo corso di formazione, grazie al sostegno di IAL Como, abbiamo avviato per lui un tirocinio di un anno durante il quale ha approfondito le tecniche del mestiere sartoriale e l’uso degli strumenti professionali. Contemporaneamente, ha iniziato a capire l’importanza di essere preciso nel lavoro e puntuale negli orari, ha acquisito nuove competenze linguistiche e relazionali – quelle soft skills fondamentali per inserirsi nel mondo del lavoro.
    Al termine del tirocinio gli abbiamo proposto un contratto part-time a tempo determinato, che punto dopo punto è diventato un full-time indeterminato.

    Mentre si articolava e consolidava un percorso lavorativo che l’ha portato, oggi, ad essere uno dei pilastri della sartoria, piano piano si stringevano altri nodi, incluso quello della casa. Dopo aver vissuto a Rebbio per un tempo piuttosto lungo, Zé ha sperimentato diverse soluzioni abitative, fino a quando si è deciso a cercare un posto solo per lui. L’ha trovato grazie ad un passaparola partito da noi e trasmesso da chi ha preso a cuore la sua storia.
    L’abbiamo accompagnato a vedere la casa e a firmare il contratto e il 1° maggio – non poteva esserci data più simbolica! – ha traslocato nella sua nuova casa.

    Durante tutti questi anni, poi, Zé ha dovuto districarsi tra le maglie della burocrazia, per riuscire a produrre e ad ottenere i documenti necessari a vivere sul suolo italiano. Pochi giorni fa si è stretto un altro nodo: a conclusione dell’ennesima commissione d’esame ha ottenuto, finalmente, il permesso di soggiorno a lungo termine.
    In laboratorio abbiamo fatto festa, a lui ma anche a tutti noi – perché questa conquista segna la chiusura di un cerchio con al centro Zé e tutto intorno un perimetro di colore giallo: “giallo CouLture Migrante”.

  • SI CHIUDE UN CORSO…

    SI CHIUDE UN CORSO…

    Si è conclusa la terza edizione del corso di sartoria, organizzato in collaborazione con IAL Como nell’ambito del bando GOL di Regione Lombardia, rivolto a persone inoccupate.
    Il percorso formativo ha offerto ai corsisti 130 ore tra lezioni teoriche e laboratori pratici, un modulo sicurezza di 8 ore e un’esperienza finale in azienda.

    Il corso di è svolto negli spazi di CouLture Migrante e le lezioni sono state curate dai formatori della sartoria sociale, anche con il coinvolgimento di professionisti esterni, provenienti dalle realtà aziendale del territorio, per quanto riguarda gli approfondimenti tematici.
    Il programma delle lezioni si è focalizzato sul’l’apprendimento delle conoscenze e delle teniche di base del mestiere sartoriale, a partire dallo studio dei materiali e degli strumenti (le stoffe e i filati, le macchine e gli accessori) fino ad arrivare alla realizzazione di cartamodelli e alla confezione di prodotti finiti.

    Al termine della formazione, i corsisti hanno messo in pratica le competenze apprese in una delle aziende del comparto tessile del territorio – nello specifico: il laboratorio di confezioni di Ostinelli Seta | Atelier Creattivo | Sartoria Dogan | Arpini Arredamenti.
    Il corso si è concluso con un pranzo in pieno stile CouLture Migrante, durante il quale abbiamo condiviso sogni e aspettative per il futuro. Perché, per ogni corso che si chiude, si aprono nuove prospettive di vita!

    P.S. Per CouLture Migrante, il tema della formazione non è solo centrale, ma fondante.
    La sartoria sociale è nata infatti da un corso che era stato organizzato dall’allora Artificio (oggi Luminanda) negli spazi dell’ex centro culturale Chiostrino di Como, rivolto a persone migranti che vivevano in condizioni di fragilità. Da questa formazione, intensiva e altamente qualificante, tenuta da un sarto in collaborazione con gli educatori/operatori, è nata quella che è oggi è l’equipe fissa di CouLture Migrante.

    All’interno del gruppo di lavoro c’è una persona che si occupa specificatamente delle attività di formazione, che sono condotte secondo diverse modalità, sia internamento – anche in collaborazione con altre realtà (come IAL Como) – che esternamente, presso aziende del territorio che si fanno carico della formazione di persone individuate dal progetto perché lavorino poi nel laboratorio di CouLture Migrante in “conto terzi” per quella stessa azienda.

  • SI ACCENDE UNA LUCE

    SI ACCENDE UNA LUCE

    In questo tempo di festa, che vorrebbe essere solo sereno e sospeso nel cuore dell’inverno, ma che per alcuni è invece un tempo disperato, accendiamo una piccola luce: è quella della grande e luminosa famiglia di CouLture Migrante.

    Ne fanno parte e nostre sarte e i nostri sarti, Rosita, Victoria, Saly Samba, Aisha, Zé, Koné: esperti del mestiere o apprendisti entusiasti, sono loro che danno senso e sostanza a questo progetto.

    Chi sta nelle retrovie e progetta, scrive, disegna, fa i conti, immaginando e poi realizzando quel che ancora non c’è: Chiara, Connie, Alice, Rachel, Carlotta, Anna, Luca.

    I nostri fotografi, Davide e Carlo: professionisti che donano a questo progetto tempo e competenze preziosissime, aiutandoci a raccontarlo sempre meglio.

    Le amiche e gli amici che si prestano ad indossare le nostre creazioni: non lo fanno di mestiere e forse è proprio per quello che ogni shooting diventa un momento di scambio gioioso.

    Le nostre volontarie: anche loro ci mettono tempo, testa, mani e soprattutto cuore – a proposito, perché tutte donne?! Uomini, fatevi avanti!

    Luminanda ed Eskenosen, rispettivamente madre e casa di CouLture Migrante.

    E poi ci sono le aziende, le associazioni, le organizzazioni del territorio, con cui collaboriamo e che ci sostengono, allargando sempre di più una rete che genera valore condiviso.

    Grazie al lavoro e all’impegno di tutte queste persone, CouLture Migrante può esistere, può essere, può continuare a raccontare storie di cura e di rinascita.
    E grazie anche a te, che ci segui, ci leggi e – speriamo – ci apprezzi.
    Insieme contribuiamo, ciascuno per il suo pezzo, a fare della nostra comunità un luogo più accogliente e ricco di bellezza.

    Buon Natale!

  • LE NEWS VESTITE A NUOVO

    LE NEWS VESTITE A NUOVO

     Il laboratorio di CouLture Migrante visto dal cortile

    Qui a CouLture Migrante, i creativi non sono solo i sarti: abbiamo chi crea cose sorprendenti anche con la grafica, con le immagini, con le parole…

    E allora, ecco a voi il nuovo “vestito” cucito su misura per continuare a raccontare e a raccontarci: in questo blog troveranno spazio le collezioni, la vita in laboratorio, gli eventi, le attività di formazione e di inserimento lavorativo, le collaborazioni con le aziende e le organizzazioni del territorio.

    I nostalgici e i curiosi potranno comunque ripercorrere la storia di CouLture Migrante consultando l’archivio delle news!